Tachina

sabato 23 luglio 2016

aggiornamento terremoto a Tachina

cioa a tutti,
qui continuano la scosse d'assestamento.
 a metà mese abbiamo inviato questa mail (che allego) ad alcuni amici che ci chiedevano come era la situazione qui a Tachina.
Grazie agli aiuti raccolti in Italia siamo riusciti a sitemare alcune strutture.
Ci chiedono di ammettere degli anziani/e che dopo il terribile terremoto del 16 Aprile sono rimasti soli e senza casa.
Lo stiamo facendo, anche se ora davvero non abbiamo più posto e gli anziani sono già 38!

Un caro saluto a tutti.





Asilo de ancianos, Tachina 11-07-2016
Carissimi tutti,
 molti mi scrivono per sapere com’è la situazione dopo le ultime scosse della notte. Infatti  le scosse d’assestamento continuano. Quelle dell’altra notte sono state le più forti di 6.5 gradi. Pochi secondi, ma è stato terribile. Tutto tremava,  anche i muri!
Per fortuna abbiamo terminato da pochi giorni i lavori della cisterna centrale dell'acqua perchè immagino che questa volta sarebbe proprio caduta chè una colonna portante era completamente crepata dal sisma del 16 Aprile.  Praticamente abbiamo abbattuto la vecchia cisterna in cemento di 20 mila litri e sostituita con 4 cisterne in plastica di 5 mila litri ciascuna. Queste cisterne ora appoggiano in una base di ferro a così dovrebbe essere un sistema antisismico. In effetti con le ultime scosse non è successo niente alla cisterne, mentre i pannelli solari si sono spostati di mezzo metro rompendo qualche tubatura.
Per il resto alcune crepe nuove qua e la, molta paura, notte in bianco, ma  la vita è ricominciata!
Vi invio alcune foto dove si può vedere l'abattimanto dell vecchia cisterna e il piazzamanto delle nuove in plastica. Inoltre si può notare la distruzione completa del 2º piano della casa-fratelli dove abbiamo la lavanderia. Ora il muro nuovo è già crepato di nuovo!
 Però noi siamo tutti vivi e questo è l'importante.
 I muri si rifanno, la persone no!
Per il resto siamo nelle mani di Dio e ci affidiamo anche alla vostra preghiera.
Grazie della vostra vicinanza e del vostro costante aiuto.

I vostri Fratelli Maurizio e Pietro

vecchia cisterna dell'acqua sopra la casa 1





demolizione della cisterna





si notino le crepe sulle colonne che sotenevano la cisterna





nuove cistrne in plastica installate su una base in ferro antisismica





casa- fratelli: 2ºpiano. Il muro è crollato





tutti vivi, la vita cotinua!!



giovedì 31 marzo 2016

5 per mille 2016

Ciao,
 per favore pubblicizzate il 5 per mille che la nostra Associazione devolve sempre alle
 Missioni del Cottolengo

 
Basta scrivere.  97653480018


Tramonto sul Rio Esmeraldas visto dalla casa Fratelli di Tachina


Famiglia cottolenghina dell'Ecuador con i Superiori Generali Fratel Giuseppe e P. Lino

Come destinare il 5 per mille


Scrivere 97653480018 

Il contribuente può destinare la quota del 5 per mille della sua imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), firmando in uno dei cinque appositi riquadri che figurano sui modelli di dichiarazione (Modello Unico PF, Modello 730, ovvero apposita scheda allegata al CUD per tutti coloro che sono dispensati dall’obbligo di presentare la dichiarazione).
È consentita una sola scelta di destinazione.
Oltre alla firma, il contribuente può indicare il codice fiscale del singolo soggetto cui intende destinare direttamente la quota del 5 per mille. I codici fiscali dei soggetti ammessi al beneficio sono consultabili negli elenchi pubblicati.
Per destinare la quota del cinque per mille al comune di residenza è sufficiente apporre la firma nell'apposito riquadro.

Attenzione:
la scelta di destinazione del 5 per mille e quella dell'8 per mille (Legge 222/1985) non sono in alcun modo alternative fra loro.


venerdì 25 marzo 2016

PASQUA 2016



A TUTTI I NOSTRI VOLONTARI,
AI NOSTRI PARENTI E AMICI,
A TUTTE LE PERSONE CHE CI VOGLIONO BENE E CI AIUTANO


I NOSTRI MIGLIORI AUGURI DI UNA

SANTA E SERENA PASQUA NEL SIGNORE RISORTO

PER TUTTI ASSICURIAMO UN NOSTRO RICORDO NELLA PREGHIERA


I FRATELLI DI TACHINA MAURIZIO, PIETRO E ROBERTO
CON TUTTI GLI ANZIANI DELL'ASILO


TRAMONTO SUL RIO ESMERALDAS VISTO DALLA CASA-FRATELLI

sabato 5 marzo 2016

incontro Associazione 9-10 Aprile 2016

Pubblichiamo il programma delle giornate formative e informative per i futuri volontari delle nostre missioni.

Questa volta spero d'esserci anch'io.... fisicamente.
Fr. Maurizio




Associazione  Volontari  Cottolengo  Missioni  Cottolengo (onlus)                                         
                                  Sede legale:Via Cottolengo 13 – 10152  TORINO                                                                                                                                    
                  htps://facebook.com/pages/Associazione-volontari-missioni-cottolengo 
                                              www.volontarimissionicottolengo.com
                        Il programma prevede due giornate di studio con temi specifici .
                        La presenza è obbligatoria per ottenere l'ammissione al servizio in missione .
                        II sabato è dedicato ai volontari del servizio sanitario.
                        La domenica è dedicata ai volontari del sevizio generale.
                        Il volontario dovrà seguire solamente il piano di lavoro inerente al suo servizio.
                                                ____________________________________________

             Responsabile Formazione : D.ssa ML. FERRANDO

             Moderatore : Dott. G. Farnese

                                                VOLONTARIATO SERVIZIO SANITARIO                     

              SABATO 9 APRILE - TORINO via Cottolengo 14 padiglione Outsider (cortile interno)

         08.15 - 16.30  Giornata di studio accreditato con ecm  ( programma allegato )  

                            17.00 /18.30 Colloquio obbligatorio di  ammissione e prova in lingua inglese
                                                per l'idoneità al servizio santitario in Kenya
                          Commissione di valutazione  : M.Carello;Ml Ferrando;L.Marchisio;M.Nebuloni;
                                                                           S.Peretti (logistica )                                                         
                         

                                                         ---------------------------------------------------
                                                       VOLONTARIATO SERVIZIO GENERALE

                          DOMENICA 10 APRILE - TORINO via Cottolengo 14 padiglione Outsider (Cortile interno)
                                               
                           09.30 -10.00 : Presentazione della Piccola Casa 
                           10.00 -10.30 : Principi di organizzazione dell' associazione
                           10.30 -11.00 : Presentazione delle Missioni in Africa (Chaaria e Gatunga)
                           11.15 - 11.45 : Presentazione delle Missioni in Ecuador (Tachina e Manta)
                           11.45 - 12.15 : I  Buoni Figli 

                           13.00-14.30 Colloqui obbligatorio di ammissione al servizio in missione.
                           Commissione di valutazione : B.Castellino;L.Marchisio;R.Oddo




"Asilo de ancianos " di Tachina, Ecuador: l'ospite Libia con l'operatrice Jessica

                                                                          


                                            

                                                  
                                  

                    
                                    

  

domenica 28 febbraio 2016

Campagna "Essere Umani"




 Con gioia pubblichaimo questo messaggio, comunicato stampa della nuova campagna "eseere Umani", inviatoci dall'Ufficio Donazioni Cottolengo nel quale opera anche  fr. Marco, nostro confratello e amico, che sempre ha aiutato anche il nostro Centro di Tachina.

 Anche noi qui a Tachina nel nostro piccolo siamo impegnati a dare anzitutto dignità agli anziani che accogliamo, spesso icontrati in uno stato di assolutà povertà ed abbandono.
Anche noi "oltreoceano" siamo parte della grande Opera Cottolenghina e i nostri 37 anziani fanno parte delle 3000 persone accolte nelle nostre strutture residenziani.
Assicuriamo un nostro sincero e fraterno ricordo nella preghiera perchè questa nuova e significativa iniziativa porti in tutto il mondo i frutti sperati a vantaggio di molti nostri fratelli e sorelle in difficoltà e che oltre ai beni materiali hanno perso anche la dignità umana.


i Fratelli di Tachina Maurizio, Pietro e Roberto



Gentilissimi tutti,
Vi invio in allegato il comunicato stampa per la campagna sulla dignità "Essere Umani" iniziata in uscita oggi sulla città di Torino e successivamente in nazionale e Regione Piemonte. Chiedo di metterlo a conoscenza di tutti. La campagna è stata approvata dai tre consigli generali della Piccola Casa della Divina Provvidenza.
Colgo l'occasione per porgere i più cordiali saluti.
D.G.
Fr. Marco Rizzonato

Il copy della campagna: “Cos’è un essere umano senza dignità? È una persona come noi che ha perso il lavoro, la casa, che non ha più speranza né prospettive di vita. Aiutiamo lei, e chi come lei è in difficoltà, a risollevarsi e a ritrovare fiducia nell’umanità. Sostieni l’opera del Cottolengo, contribuisci a ridare loro ciò di cui hanno bisogno: cibo, casa, salute e una rinnovata dignità per guardare al futuro.”
Nel pensiero di S. Giuseppe Cottolengo la dignità della persona consiste nel provvedere ai bisogni primari, cercando di arginare lo svantaggio sociale. ll Cottolengo durante tutta la sua vita si è sempre preoccupato delle persone che bussavano alla porta della sua Opera attivandosi senza sosta per aiutarli a ritrovare la dignità, offrendo loro cibo, vestiti, assistenza, accoglienza, ricovero. La campagna sulla dignità parte dai bisogni umani (che possono essere suggeriti o esplicitati) per poi far anche emergere il percorso che porta ciascun individuo alla realizzazione della propria vita attraverso il lavoro, il riconoscimento di se stessi e delle proprie capacità. Sfamare solo le persone, vestirle, dar loro una casa, non può bastare: si tratta di un piccolo passo all’interno di un percorso più ampio di restituzione della dignità che pone al centro l’individuo e i
suoi bisogni fisici ma anche emotivi. Per questo San Giuseppe Cottolengo si è sempre premurato all’interno del suo Istituto di insegnare ai suoi ospiti un mestiere, consapevole del fatto che: “Anche i piccoli hanno la loro dignità e il lavoro è dignità”.
Una persona abbandonata che ha perso il lavoro, la famiglia, gli amici, ha la necessità e il diritto di costruirsi un futuro.
La campagna “Essere Umani” mira a sensibilizzare le persone sul tema della dignità e della perdita delle certezze. Persone che sono al margine della società e si sono trovate senza nulla se non la speranza, in fondo ai loro occhi, poiché qualcuno li ha ascoltati, accolti, dato il necessario e restituito la dignità.



...R. chiede "solo" un po' di dignità...






Juan: almeno un letto e cure mediche....





Questa speranza è fatta di numeri che tutti i giorni il Cottolengo realizza con la sua opera: 130.000 pasti all’anno, 455.000 prestazioni sanitarie, 5.000 bambini aiutati in tutto il mondo, 5.000 disabili e anziani assistiti, 3.000 persone accolte nelle strutture residenziali. Queste persone sono avvolte dal calore di un amore che non è solo umano, ma che trova le sue radici nel vangelo di Mt. 25 dove ogni cosa che sarà fatta al più piccolo dei fratelli nel bisogno sarà fatta al Signore.
Il Cottolengo citando San Paolo: “l’amore di Cristo ci spinge al pensiero di uno che è morto per noi” 2. Cor. 5. Alla luce di tutto questo ogni giorno religiosi e laici si prodigano ad alleviare queste sofferenze per dare serenità e gioia a tutte quelle persone che hanno perso il sorriso. Attraverso questa campagna il Cottolengo vuole essere un portavoce per tutti coloro che quotidianamente passano inosservati, vivono nell’ombra, ma meritano di ricevere la luce della speranza.
Cos’è un essere umano senza dignità? Questa la domanda che colpisce al cuore e arriva diretta dall’Opera del Cottolengo.
Con grande coraggio ed estrema umanità ecco apparire, in giro per la città di Torino, una gallery di volti che emergono dall’oscurità che fino a oggi li ha tenuti prigionieri. Sono esseri umani come noi. La luce che si accende nei loro sguardi è quella della speranza, della fiducia in un’umanità ancora possibile. È l’azzurro dei loro occhi che risveglia le nostre coscienze e parla di un’umanità ancora possibile, quella che si respira nella Piccola Casa della Divina Provvidenza e che ha testimoniato con il suo grande esempio il Cottolengo.
Al via il primo flyth di una campagna pensata in multisoggetto e che prevede tre step nel corso del 2016, per una comunicazione che intende rinnovare e rafforzare il messaggio originale del Cottolengo avvicinandolo al grande pubblico.
Essere umani: un "call to action" ad essere migliori, sempre più umani.
Noodles Comunicazione diretta da Marco Prunotto firma la nuova campagna sociale della Piccola Casa scegliendo scatti fotografici intensi e d’impatto che trasformano la città in uno spazio espositivo a cielo aperto.
Strategy&Media ha curato la pianificazione della campagna.


O. vive completamente solo......






UFFICIO PROGETTI E RACCOLTA FONDI COTTOLENGO
via Cottolengo, 14
10152   Torino
 T. 0115225658
800121952
www.donazioni.cottolengo.org
donazioni@cottolengo.org

domenica 21 febbraio 2016

Articolo Elena Giovanella

Elena, nostra "vecchia" volontaria, con la sua amica Ornella è venuta a visitarci qui a Tachina e hanno trascorso qualche giorno con noi (dal 16 al 18 Gennaio).
Ci ha scritto da Khartoum, dove attualmente  vive e lavora come anestesista di "Emergency".
Grazie di cuore Elena per la tua amicizia e la tua sensibilità.......



TACHINA-ECUADOR 2016

TRES HERMANOS E LOS ANCIANOS

Scendendo dai 2800 metri di Quito, si attraversano valli ricoperte da una lussureggiante e rigogliosa vegetazione, ogni quadrato di terra è occupato da piante ad alto fusto, il clima mite e fresco umido delle alture andine crea questo polmone verde ecuadoregno che ancora resiste alle multinazionali delle costruzioni. La strada scende fra i tornanti verso la zona costiera dove la vegetazione cambia di colore e di qualità, se non fosse che manca la “polvere rossa” parrebbe quasi di essere su un altro equatore, quello africano... I bananeti, le capanne lungo la strada, i colori accesi del cielo e degli alberi e le facce scure delle persone mi ricordano la Sierra Leone. Anche i primi africani che vennero portati come schiavi in Ecuador, dopo che i “conquistadores” spagnoli ebbero trucidato migliaia di indigeni, riconobbero questa terra cosi lontana eppure così simile alle loro zone d’origine e chiamarono Esmeraldas la città in cui approdarono.
Esmeraldas è soprannominata la città “nera” per le origini africane dei suoi abitanti, le case sono basse e tutte colorate; le strade attraversate da decine di matasse inestricabili di cavi elettrici e telefonici;  il lungo mare è pieno di carretti di venditori di cibo e gelati, banane, avocado e pesce, tutto fritto; ombrelloni e tante famiglie del posto che si godono il mare, anzi l’oceano grigio e sempre mosso con le onde lunghe che si abbattano sulla spiaggia.
Il porto di Esmeraldas dove Fr Pietro va a comprare l’ ottimo pesce “dorado”, contrattandone il prezzo ogni volta, è tutto un  pullulare di barche che arrivano per caricare e scaricare il pescato fresco. Ci racconta Fr Maurizio che le barche stanno via anche giorni interi per riempire le stive di pesce e spesso alcuni pescatori non fanno ritorno o vengono derubati del carburante dai pirati che li abbandonano in mare aperto dove solo la speranza che passi un'altra barca li può salvare. Il marito della assistente sociale che lavora a Tachina è uno di loro. Neomicia, questo è il suo nome, vive nell’angoscia ogni volta che il marito lascia il porto. Lei è una energica donna che collabora con i fratelli nella selezione degli anziani da ammettere all’Asilo. Ogni segnalazione viene infatti valutata per essere sicuri di ammettere chi veramente non ha più né familiari né soldi per potersi mantenere o per pagarsi un’assistenza a casa.

L’Asilo de Los Ancianos a Tachina nasce nel 1987 quando il secondo vescovo di Esmeraldas, Mons Bartolucci, riceve in dono un terreno da un palestinese che si chiamava Bishara (da qui il nome Asilo Esposos Bishara) e decide di costruire un ricovero per anziani senza fissa dimora e darlo in gestione alle suore del Sacro Cuore. La struttura viene poi affidata ai fratelli cottolenghini e negli anni 90, grazie al supporto economico della diocesi tedesca di Monaco iniziano i lavori di ampliamento della struttura: si costruiscono la foresteria, la lavanderia e un’infermeria. Dal 2007 a oggi vengono costruite la fisioterapia e la sartoria, grazie anche alla generosità di molti amici italiani, tra i quali le Parrocchie d’origine dei Fratelli e l’ Associazione Volontari Cottolengo Mission Hospital  Chaaria-Kenya.
Lo stato ecuadoregno sostiene meno di un terzo delle spese annuali dell’asilo, il resto è affidato alle donazioni dei privati, alla Casa Madre e…alla Provvidenza!
L’asilo ospita 37 anziani di cui 16 incapaci di deambulare e 6 non vedenti. Il personale locale è formato da 4 ragazzi e 2 donne che si occupano dell’igiene dei malati e delle pulizie delle camere, una fisioterapista che segue 26 malati con una media di 8-9 pazienti al giorno, una animatrice e i tre fratelli cottolenghini che si occupano di tutto: amministrazione, cura dei pazienti, organizzazione della struttura, coltivazione della terra. Ciò che in Italia richiederebbe il quadruplo dello staff qui lo fanno solo loro: i malati vengono lavati, nutriti, fatti muovere e accuditi con pazienza di giorno e di notte.
Seguiamo Fr Roberto che medica le piaghe e distribuisce le medicine, accompagna a tavola chi cammina con fatica e spinge le carrozzine degli altri, Fr Maurizio che aggiorna le cartelle cliniche di tutti i pazienti e accompagna i medici nella visita mensile dei malati e Fr Pietro, veterano con i suoi 28 anni di permanenza nel paese, che si occupa di tutte le questioni elettriche, idrauliche, agricole e nonostante i suoi 75 anni ha ancora un energia incredibile.
Diana, l’animatrice lavora al centro 4 ore al giorno e ci dice che all’inizio è stato molto difficile perché gli anziani tendevano a non volere fare una vita sociale con gli altri, la maggior parte viveva ormai in solitudine da anni, pur sembrando fragili come bambini in realtà essi non possono essere né cambiati né plasmati, sono come le loro vite durissime li hanno fatti diventare, difficile entrare in contatto con il loro mondo interiore. Poi con pazienza Diana è riuscita a entrare in sintonia con molti di loro, capendo che la cosa più importante è il dialogo e la memoria. Cercare di far ritornare in vita il mondo della loro giovinezza, i ricordi del passato li aiuta a sentirsi ancora vivi e parte della comunità che li accoglie.
Ogni giorno Diana legge con loro il giornale, commentano insieme le notizie, molti sono un po’ sordi e sentono senza capire bene la radio, leggono insieme libri di favole e di poesie, cantano canzoni popolari e commentano come è cambiato il mondo e la società e poi fanno anche un po’ di ginnastica tutti insieme nel patio dove si riuniscono. Il venerdì c’è la serata cinema con i sordi in prima fila e tutti i non vedenti dietro…

Neomicia, l’assistente sociale conosce le loro storie, li ascolta, raccoglie le loro richieste che sono sempre quelle di contattare famiglia e amici perché non vogliono sentirsi abbandonati o peggio ancora dimenticati ma spesso i parenti non ne vogliono più sapere di loro, alcuni non hanno proprio più nessuno, altri hanno la famiglia fuori dal paese.
H. ci sorride mentre sta facendo la sua seduta di fisioterapia sembra così fragile ora eppure ha avuto una vita piena di sofferenza, maltrattato dai genitori fin da bambino, cresciuto e vissuto nella violenza ha avuto due figli che non ha allevato, è diventato un alcolista e si è ammalato, non avendo nessuno che poteva, voleva prendersi cura di lui è stato portato all’asilo.
P. viveva con la sorella ma amava troppo bere e l’alcool gli ha distrutto la vita, per procurarselo andava a vendere acqua al cimitero e per molti anni ha usato un loculo come casa, finché si è rotto un femore ed è stato portato a Tachina.
A. è uno degli ospiti non vedenti anche se si muove talmente bene che non lo si direbbe, è qui dal 2007, da quando dopo essere diventato cieco, diede fuoco alla sua casa e perse tutto quello che aveva.
O. ha solo 52 anni ma ne ha passati più della metà in prigione per avere commesso una violenza su una minore. Dalla prigione è finito in un manicomio criminale dove gli hanno fatto dimenticare persino chi era. Era entrato da carnefice e ne è uscito vittima di violenze terribili.
T. era un pugile poi diventato allenatore di box come ci racconta la sua faccia che porta i segni dei pugni, è debole, ormai non si alza quasi più dal letto. Assistito dai fratelli e dai volontari avrà comunque la dignità di un letto e di un conforto fino all’ultimo istante di vita.
E. è nata in una famiglia ricca ma aveva problemi mentali e quando tutti sono morti la nipote l’ha affidata ad una assistente che la maltrattava e cosi lei è scappata ed è andata a vivere nel parco dove veniva abusata da drogati e delinquenti. I servizi sociali l’hanno segnalata ed è stata portata all’Asilo. All’inizio è stato molto difficile tenerla perché scappava e tornava in strada, non è facile riconquistare la fiducia delle vittime di violenze cosi tremende poi lentamente ha capito che la comunità di Tachina non le avrebbe fatto del male, si è fidata e ora sta sulla sua sedie a rotelle anche se potrebbe camminare ha deciso di non farlo più.
D. è nata in Colombia, venuta in Ecuador in cerca di lavoro ha trovato un uomo più vecchio di lei che ha sposato e da cui ha avuto una figlia morta appena nata. Oltre alla maternità, il destino le ha negato anche la felicità di una vita di coppia, il marito la picchiava tanto che in seguito alle percosse ha perso la vista a un occhio e in seguito a un infezione è diventata cieca. Vissuta in completa povertà negli anni migliori della vita, abusando di alcool, si è trovata ad accudire il marito con la carità delle famiglie e dei vicini di casa. Ma i due divenuti anziani non usavano mai i soldi per vivere meglio, mettevano tutto da parte finché con la conversione del “sucre” in dollari, persero tutto il poco che avevano. Alla morte del marito D. si è trovata in mezzo a una strada con nulla di più che la sua vita piena di sofferenza, ora ci sembra serena qui all’Asilo dove è accudita e rispettata, vestita, pulita e trattata finalmente come una persona.
R. è una signora sorridente che ci chiede come ci chiamiamo, perché siamo venute a Tachina e se ci fermiamo ma siamo solo di passaggio, raccogliamo immagini, storie, ricordi per poter fare conoscere cosa si fa in questo angolo di mondo. R. ha subito una violenza terribile da parte di chi ha cresciuto, non sappiamo certo cosa abbia fatto lei ma la figlia la maltrattava e quando ha lasciato Esmeraldas per una altra città ha buttato la madre in un mondezzaio e ha tentato di darle fuoco.

Sono tristi le storie di questi anziani, andiamo verso il fiume che passa proprio accanto alla missione, con le sue acque rosse e il suo scorrere imperturbabile verso l’oceano. Scivolano via anche i nostri pensieri e le emozioni che ci ha lasciato la visita all’Asilo.
In Africa ho conosciuto Fr Maurizio che curava donne e bambini cercando di strapparli alla morte per emorragie, parti, malaria, infezioni respiratorie, lo ritrovo qui con i suoi confratelli in una missione completamente diversa: quella di accompagnare anziani negli ultimi anni della loro vita, cercando di restituire loro quella dignità e quel rispetto verso sé stessi che avevano perso. Una missione ancora più difficile, di totale devozione e servizio verso gli ultimi, i dimenticati, i non voluti, i poveri, perché ognuno di loro possa ancora avere voglia di vivere e di aspettarsi qualcosa di bello dal domani, grazie Hermanos!

Khartoum, 14 febbraio 2016
Elena Giovanella

PER CHI VOLESSE AIUTARE I FRATELLI COTTOLENGHINI DI TACHINA (ECUADOR), PUO’ DONARE SUL CONTO CORRENTE seguente, specificando la causale.
N. Conto Corrente 000150100145
IBAN: IT04 U0883301  0010 00150100145
Causale: missione Tachina

Banca di Credito Cooperativo di Casalgrasso e Sant’Albano di Stura
Filiale di Torino- c.so Orbassano 128, Torino
ABI: 08833
CAB: 01001
CIN: U
BIC: ICRA IT RR N50
Benificiario: Associazione Volontari Cottolengo Mission Hospital  Chaaria-Kenya (onlus)
Via Cottolengo 13-10152 torino
c.f. 97653480018